Ad Maiora

Roman Village Chapter Italy #7789

Comprendere il controsterzo per guidare in modo più sicuro, intelligente e fluido

controsterzo
STATE GUIDANDO su un’autostrada affollata, cercando un attimo di respiro nel traffico. Vi sembra di avere trovato un buon posto quando un camion decide di spostarsi nella vostra via di fuga e poi comincia a invadere la vostra corsia. Improvvisamente vi trovate con il vostro manubrio e il coprimozzo del camion che quasi si toccano e a malapena spazio rimanente tra voi. E una situazione spaventosa. Il cuore smette di battere, sentite un brivido attraversarvi il cervello e in un attimo di lieve panico spostate il manubrio lontano dal camion. Quando in conseguenza di questa manovra la moto si sposta verso il camion vi rendete conto di avere fatto la mossa sbagliata. Per fortuna il camion vi vede e rientra nella sua corsia. Più tardi. finalmente siete riusciti a scappare dalla città e vi state godendo delle tortuose strade di campagna. Ma invece dì fluire tra le curve e le svolte vi sembra di stare lottando con la moto, spostandovi senza volerlo sulla linea di mezzeria all’esterno e il bordo della strada all’interno. Dopo avere sfiorato l’incidente decidete di rallentare e affrontare le curve a un ritmo più moderato.

Cosa sta succedendo? Dove state sbagliando?
Per cominciare, una cosa giusta l’avete fatta: rallentare anziché forzare la moto attraverso le curve. Non dovete mai guidare a una velocità superiore a quella che siete in grado di gestire. Detto questo, ciò che probabilmente manca in entrambe le situazioni è una buona comprensione del concetto di controsterzo. Ma non abbattetevi. Questo principio di guida controintuitiva a volte può confondere anche i motociclisti più esperti.

Cos’è il controsterzo?
Per dirla in parole povere, il termine “controsterzo” si riferisce al principio (governato dalle leggi della fisica!) che per spostare una motocicletta in movimento in una determinata direzione il motociclista deve girare il manubrio nella direzione opposta. Vi sembra sbagliato? Un sacco di motociclisti direbbero di sì. Ma chiunque abbia guidato con successo una bicicletta o una motocicletta è ricorso al controsterzo consapevolmente o meno. (NOTA: questo principio si applica soltanto ai veicoli singoli a due ruote, non ai trike o alle motociclette dotate di sidecar).

Dalla teoria alla pratica
L’applicazione di base del principio del controsterzo è questo: per iniziare a fare una curva con la motocicletta, spingete in avanti sul manubrio sul lato che corrisponde alla direzione in cui intendete svoltare. In altre parole, girate il manubrio nella direzione opposta alla curva. Ora dimenticate ciò che avete letto! Vedere la cosa in questo modo può confondervi. Invece, concentratevi sullo “spingere in avanti”. Pensate di spingere il manubrio nella direzione in cui volete spostarlo, il che crea un’immagine visiva più intuitiva e un mantra facile da ricordare: spinta a sinistra, moto a sinistra. Spinta a destra. moto a destra. In pratica. ciò che questa spinta in avanti fa è dare inizio a un’inclinazione nella direzione in cui volete svoltare ed è quell’inclinazione che fa sterzare la moto. Per raddrizzare la motocicletta si applica lo stesso principio, ma al contrario: spingete in avanti nella direzione opposta alla curva. Anche dare un po’ di gas può aiutare a riportare la moto da inclinata a diritta. La maggior parte del tempo fate tutto questo senza pensarci, anche se non avete mai sentito parlare di controsterzo. Il vostro corpo conosce il principio anche se il cervello non lo afferra del tutto e in questo modo potete circolare su due ruote senza troppi problemi. Ma in alcune situazioni, come quelle descritte all’inizio di questo articolo, può essere molto utile avere una comprensione più chiara dei principi in questione. Rivediamoli un attimo…

Strada di campagna tortuosa
Se non riuscite a godervi le strade tutte curve perché avete dei problemi a far fare alla moto ciò che volete, è possibile che ciò accada perché non controsterzate correttamente. È un problema molto comune: molti incidenti accadono perché “non si prende la curva” e si sbanda verso i lati della strada. Quindi, una buona tecnica si traduce in divertimento, controllo e sicurezza. In realtà è semplice, così semplice che potrebbe venire voglia di prendervi a calci per non esservene resi conto prima: spinta a sinistra, moto a sinistra. Spinta a destra, moto a destra. Anziché combattere con le curve cercando di farvi strada a forza, seguite il flusso! Lasciate che le forze naturali della fisica lavorino a vostro favore spingendo il manubrio nella curva. Rilassate il corpo e la mente. Mettete in pratica questi principi. Date una leggera spinta e inclinatevi con naturalezza nella curva. Non forzate. Potreste rimanere piacevolmente sorpresi dalla facilità con cui la moto obbedirà ai vostri ordini. Un piacevole effetto secondario di una tecnica del controsterzo corretta è la minore fatica necessaria per manovrare anche una moto grande come una Harley-Davidson® Sapere questo può essere un’autentica conquista per i motociclisti più bassi che potrebbero pensare di non essere in grado di gestire una motocicletta grande come un Fat Boy® o un modello della famiglia Touring Naturalmente, è necessaria una discussione più ampia sulla tecnica di sterzatura corretta per divertirsi pienamente (e in sicurezza) sulle strade tortuose. Ma comprendere il principio del controsterzo vi aiuterà a dare una svolta (il gioco di parole è intenzionale!) e diventare un motociclista preparato ad affrontare qualsiasi situazione e ottenere il massimo da ogni percorso.

Becky Tillman è trainer MSF
RiderCoach, istruttrice Rider’s Edge®
e Direttore regionale Rider’s Edge,
Harley-Davidson Rider Services

Fonte H.O.G. Magazine inverno 2012